06/09/2023

Le fasi del processo di recupero degli scarti

Quasi il 60% della produzione cartaria nazionale avviene utilizzando fibre di riciclo.
È per questo che è così importante recuperare gli scarti di lavorazione.

Quali sono le fasi che compongono il processo di recupero degli scarti?

La captazione

Le diverse tipologie di materiale di scarto da aspirare e le conformazioni delle singole macchine richiedono accurati studi in merito ad una corretta captazione. Performance sempre più elevate sono garantite solo grazie a perfetti dimensionameni e profili costruttivi aerodinamici. Errate valutazioni in questa fase avrebbero ripercussioni sulle prestazioni produttive e appesantirebbero i consumi energetici.

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L’aspirazione

In fase di progettazione è indispensabile raccogliere il maggior numero di dati possibili in merito alla tipologia del prodotto da trattare, che incide sulla scelta del tipo di ventilatore da utilizzare, sugli accessori da prevedere come dotazione (lame di taglio a profilo lineare o seghettato) e sulle specifiche costruttive ad esso correlate.

La nuova concezione dei ventilatori strappatori “CHOPPER EVO” ad alto rendimento consente, grazie al rapido smontaggio della carcassa, un’immediata variazione del tipo di orientamento fino ad ottenere sei diverse tipologie di configurazione con il medesimo prodotto.

Il trasporto pneumatico

Un sistema di aspirazione, a seconda delle diverse tipologie di materiale da trattare e delle velocità delle linee di produzione, richiede l’impiego di sistemi di trasporto “a venturi” a mezzo di iniettori a elevato profilo aerodinamico, associati a ventilatori centrifughi di primaria marca internazionale con rendimenti superiori all’85%.

Inoltre, alcune applicazioni richiedono l’utilizzo di sistemi di taglio a forbice denominati “Cutter” costituiti da sminuzzatori a lama rotativi inseriti nel circuito aspirante dell’impianto.

La scelta delle condotte di trasporto materiale, nel dimensionamento, nelle forme e nei materiali, consente la costante uniformità della velocità di trasporto del prodotto, limitando allo stretto necessario le perdite di carico del circuito stesso, elemento che, associato alla mirata valutazione della corretta portata d’aria, caratterizza un assorbimento di corrente elettrica solo per le specifiche esigenze.

La separazione

Nell’ambito degli impianti di aspirazione sfridi esistono diverse tipologie di separazione “aria/materiale”. I separatori statici PSM, studiati sulla base di svariate esperienze in tali settori, hanno la prerogativa di generare ridottissime perdite di carico (minori consumi energetici richiesti) rispetto all’impiego di comuni cicloni e di non avere organi di movimento al loro interno (valvole stellari) come nei frequenti condensatori rotativi presenti sul mercato.

Trattandosi di apparecchiature statiche, non sono presenti elementi interni soggetti ad usura (bandelle di tenuta sulle pale dei rotori, motoriduttori, ecc…), col vantaggio di evitare inceppamenti a contatto con il materiale trasportato.

La depolverazione

L’aria ancora parzialmente polverosa estratta dai separatori convoglia all’interno di depolveratori a maniche autopulenti, prima di essere espulsa nell’ambiente.

Nel processo di trattamento dell’inquinante aspirato, restano come punti fermi:

  • la totale conoscenza dell’inquinante, che permette di poter determinare di volta in volta la corretta scelta del media filtrante da utilizzare;
  • la resistenza strutturale;
  • i dispositivi di sicurezza da adottare in merito all’impiego in ambienti con polveri potenzialmente esplodibili, come da valutazione del rischio secondo quanto richiesto dalla vigente direttiva Atex (2014/34/EU).

La gamma dei nostri depolveratori JKE è unica per la sua concezione: permette, infatti, contenuti consumi d’aria compressa grazie ad un esclusivo modello di cestello porta-maniche e un efficace sistema di pulizia in controcorrente.

Il recupero

Gli sfridi ed i refili di lavorazione aspirati e convogliati al separatore “aria/materiale” vengono scaricati e raccolti automaticamente in presse continue orizzontali, presse stazionarie con container o presse compattatrici.